dodici pagine
STORY
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La storia si sviluppa in uno spazio delimitato: il teatro. Il teatro è posto su una radura. Lo spazio della narrazione rappresenta la memoria di Pinuccia, è uno spazio ristretto e fluido, a volte ripetitivo. Un flusso di immagini in cui gli spazi cambiano inseguendo un tempo impossibile da seguire, il tempo dell’immaginazione. Buchi scavati nel terreno diventano stanze, palchi cambiano senza avviso trasformandosi in altro in un attimo, interruzioni, cambi di ruolo e personaggi. La recitazione diventa evidente, una mise-en-scene dentro una dimensione grottesca.

Selezione ufficiale alla 73ima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia – Settimana Internazionale della Critica.